Esclusivamente calcistico

Calcioscommesse: facciamo il punto sulla nuova inchiesta

Riprenderanno l’11 gennaio, con un nuovo interrogatorio di Cristiano Doni, le indagini relative allo scandalo delle scommesse che ha sconvolto il mondo del calcio.

L’ultimo a passare sotto il vaglio del pm Di Martino è stato Luigi Sartor, che dopo aver fatto scena muta alla prima udienza ha deciso di rispondere alle domande per circa cinque ore. 
Dalle indiscrezioni che circolano sembra che Sartor non abbia confessato nessuna attività illecita, ma abbia ammesso di avere un conto cifrato in Svizzera e di aver fatto da intermediario fra Beppe Signori e gli uomini di Singapore, ma solo, a suo dire, per l’intenzione di quest’ultimi di entrare nell’organigramma di una squadra italiana, anche se non di Serie A.


Nonostante Petrucci assicuri sulla regolarità delle Serie A l’inchiesta si sta allargando a vista d’occhio e a breve fra i 15 e i 20 giocatori della massima serie potrebbero essere iscritti nel registro degli indagati, dopo le dichiarazioni fornite nei giorni scorsi da Gervasoni e Carobbio. La procedura sembra un atto dovuto e finalizzata a raccogliere testimonianze, ma i nomi che circolano sono quelli di Mauri (Lazio), Bertani (Sampdoria), Ferrario (Lecce), Pellicori (ex Mantova e Torino), il portiere Cassano (Piacenza), Acerbis (Vicenza), Conteh (ex Grosseto e Piacenza), Joelson (Pergocrema), Fissore (Pavia), Gritti (portiere del Bellinzona), Turati (Modena), Perna (anche lui del Modena), Ventola (ex Novara) e Rickler (Bologna).


Il momento della svolta nelle indagini è sicuramente stato l’interrogatorio del difensore del Piacenza Gervasoni, ora ai domiciliari grazie alla sua piena collaborazione, dalle cui parole è emerso come nel giro di scommesse messo in piedi dalla organizzazione con base a Singapore siano finite molte partite di Serie B, Serie A e Coppa Italia. 
Lazio, Genoa, Lecce e Atalanta sono fra le squadre coinvolte e indubbiamente il personaggio di maggior spicco invischiato in questa vicenda risulta essere Cristiano Doni. Arrestato qualche giorno fa l’ex capitano dell’Atalanta ha ammesso il suo coinvolgimento in alcune combine, ma ha sempre dichiarato di averlo fatto per i suoi fini e non per agevolare la sua squadra. Emblematica la vicenda, confermata anche da Gervasoni, dei rigori concessi durante Atalanta-Piacenza dello scorso 19 marzo e per cui i capitani delle due squadre si erano accordati sul fatto che dovessero essere tirati centralmente, con il portiere che si sarebbe comunque tuffato.

Nel frattempo sembra sgonfiarsi la voce per cui nell’inchiesta dovessero essere coinvolti Buffon, Cannavaro e Gattuso. I tre azzurri erano stati inizialmente citati da un altro indagato, Nicola Santoni, ma il suo avvocato ha smentito che il suo assistito abbia mai conosciuto i tre giocatori della Nazionale. 
L’impressione è che i colpi di scena non mancheranno e che quanto emerso fino a ora sia solo la punta dell’iceberg. Gli stessi inquirenti non ritengono improbabile che nel proseguo delle indagini possa uscire qualche nome grosso e il coinvolgimento di altre squadre di prima fascia.



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