Esclusivamente calcistico

Fifa: sì al velo per le nazionali di calcio femminili

Accettato il copricapo come simbolo culturale

La Fifa ha ufficialmente detto sì al velo in campo per le nazionali di calcio femminili; la decisione è arrivata il 5 luglio 2012 e ha stabilito che il velo è un simbolo culturale. La questione era nata dall’esclusione della squadra di Teheran dalle Olimpiadi di Londra 2012, la Fifa giustificò tale provvedimento perchè nel regolamento è stabilito che qualsiasi indumento o accessorio estraneo alla divisa (e che comporti un ostacolo al gioco stesso oppure un pericolo per se stessi o per gli avversari) non può essere indossato.

Le giocatrici musulmane si erano opposte alla volontà di scoprire il capo e per questo erano state escluse, ma la decisione di oggi è stata una vera e propria vittoria per le atlete. Alcuni credono sia un provvedimento preso in vista dei Campionati del mondo del 2022 che si giocheranno in Qatar; in ogni caso si tratta di una vera e propria svolta presa come un’apertura verso le altre culture.

Si rischiava infatti lo scontro politico quando le ragazze di Teheran si sono viste negare la possibilità di partecipare ai giochi Giovanili di Singapore 2010 e alle Olimpiadi che stanno per cominciare. Il Presidente Ahmadinejad si era infatti letteralmente scagliato contro la FIFA accusandola di essere un organo dittatoriale, colonialista e che non accettava culture diverse da quella occidentale; insomma si stava andando oltre l’ambito sportivo e questa decisione mette d’accordo la maggior parte delle persone (ma, come sempre, non tutto è risolto in un’unica mossa).

C’è chi è dalla parte di Blatter e crede che questa è stata una saggia decisione, un atto dovuto verso culture diverse dalla nostra ma, allo stesso tempo, c’è chi ha durante criticato anche questa decisione. Insomma secondo questa seconda “frangia” di persone, la possibilità di giocare con il capo coperto ha come effetto una regressione e una sottomissione al volere maschile (lo slogan di queste persone è: né prostitute, ne sottomesse). Insomma l’attacco è duro chiaro e assolutamente inequivocabile; in ogni caso la decisione presa a larga maggioranza è stata, è bene sottolinearlo, l’accettazione del velo copricapo per quelle giocatrici che usano quest’accessorio nella loro cultura.

Il dibattito è destinato a continuare e non sarà sicuramente tranquillo. Sembra quasi impossibile mettere d’accordo tutti ma la maggior parte della “popolazione calcistica” ha accolto con estremo favore il provvedimento della Federazione internazionale.



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